RTZ Advisory, in collaborazione con Unicredit e Unibo, affronta il ruolo delle metriche ESG nella valutazione del merito di credito delle PMI

Modena, sede Unicredit, Sala Calandra, Piazza Grande – 17 aprile 2025

Nel corso dell’incontro tenutosi il 17 aprile 2025 presso la Sala Calandra della sede Unicredit di Modena, è stato affrontato un tema di crescente rilevanza per il tessuto imprenditoriale italiano: il rapporto tra sostenibilità, metriche ESG (Environmental, Social, Governance) e merito creditizio, con un focus particolare sulle piccole e medie imprese.

A partire da dicembre 2024, il Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF) ha definito criteri ufficiali per la misurazione delle performance ESG, criteri che sono stati rapidamente recepiti dagli istituti di credito e che iniziano a influenzare concretamente le pratiche di concessione del credito. Unicredit, durante l’evento, ha presentato il proprio modello di analisi ESG e condiviso alcuni risultati già ottenuti grazie alla sua applicazione. È emerso chiaramente che nessuna banca potrà, in futuro, concedere finanziamenti senza una valutazione strutturata delle dimensioni ESG dell’impresa richiedente.

Il messaggio rivolto agli imprenditori è stato diretto: la capacità di misurare e comunicare le proprie performance ESG non è più un’opzione, ma una condizione necessaria per accedere al credito e, più in generale, per restare competitivi sul mercato. L’adeguamento ai criteri della finanza sostenibile, benché strettamente legato alla transizione energetica, non è stato rivisto né rinviato: le regole sono chiare, e chi non si adegua rischia concretamente di essere escluso dal mercato.

Durante l’incontro è intervenuta anche RTZ Advisory, portando il proprio contributo di esperienza sul tema della misurazione ESG nelle PMI e sottolineando l’urgenza di integrare tali metriche nei modelli di business e nei processi decisionali aziendali. L’intervento ha evidenziato l’importanza di un approccio consulenziale strutturato per accompagnare le imprese in questo processo di trasformazione.

Uno degli aspetti più rilevanti emersi durante il dibattito è stata la necessità, soprattutto per le micro e piccole imprese, di fare rete. L’adozione condivisa di schemi, processi e logiche di misurazione ESG all’interno di filiere o consorzi può rappresentare una strategia vincente. Non solo per semplificare l’adeguamento normativo, ma anche per creare le condizioni necessarie all’accesso a forme di finanziamento pubblico, inclusi fondi a fondo perduto, che potrebbero essere efficacemente combinati con gli strumenti del sistema bancario.

L’incontro ha dunque rappresentato un’occasione importante per sensibilizzare il mondo imprenditoriale sulle trasformazioni in atto e sulle opportunità connesse a un approccio strutturato alla sostenibilità, con l’obiettivo di rafforzare la competitività del sistema produttivo nazionale nel medio-lungo termine.