Finanziamenti e life after compliance
Per chiudere la miniguida al percorso ESG che abbiamo pubblicato in queste settimane tocchiamo due argomenti non meno fondamentali: l’accesso ai finanziamenti dedicati, che sono al contempo un aiuto e un’opportunità strategica, e l’accettazione che la sostenibilità non è un obiettivo, ma un processo evolutivo che ha non fine.
Accesso a finanziamenti e incentivi: la leva economica per la transizione sostenibile
Per le PMI intenzionate a intraprendere un percorso ESG strutturato, i finanziamenti dedicati rappresentano un’opportunità strategica. Di seguito, una mini guida operativa per orientarsi tra le principali misure disponibili.
1. Fondi europei e nazionali: risorse finanziarie per la sostenibilità
Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) mette a disposizione risorse significative, tra cui:
• 1,2 miliardi di euro per l’agrivoltaico (installazione di impianti fotovoltaici nel settore agricolo)
• 450 milioni per l’efficientamento energetico di micro e piccole imprese
• 700 milioni destinati allo sviluppo dell’idrogeno verde
Modalità di accesso:
• Consultare regolarmente i bandi pubblicati su italiandomani.gov.it
• Avvalersi del supporto degli sportelli territoriali (es. Unioncamere)
• Valutare le opportunità offerte dai bandi regionali, tra cui:
2. Finanza sostenibile: condizioni agevolate per progetti ESG
Le principali soluzioni disponibili includono:
• Green bond: emissione a partire da 250.000 euro con tassi agevolati (2-3% rispetto al 5-6% dei prestiti tradizionali)
• Sustainability-linked loans: riduzioni del tasso di interesse tra lo 0,5% e l’1% al raggiungimento di obiettivi ESG concordati
• Microcredito green: fino a 50.000 euro, senza richiesta di garanzie, per interventi mirati alla sostenibilità
Questi i dati di contesto, che spiegano perché non restarne fuori:
• +47% di erogazioni ESG in Italia nel 2023 rispetto al 2022
• Risparmio medio del 30% sul tasso applicato alle imprese con piani ESG credibili e documentati
Istituti di credito
In questo percorso le banche possono essere dei partner strategici. In Italia, banche attive nell?ESG non mancano e talvolta prevedono supporto alle aziende nella transizione ecologica e prestiti per implementare azioni ESG.
Elementi da considerare nella scelta del partner bancario sono la presenza di team specializzati nella finanza sostenibile per le PMI; la disponibilità di piattaforme digitali per la simulazione dei risparmi e l’analisi costi-benefici; le niziative di mentorship e accompagnamento nel percorso di transizione.
Documentazione consigliata prima della presentazione della domanda:
Business plan aggiornato
Report iniziale sull’impronta carbonica dell’azienda
Piano tecnico-economico degli interventi previsti
Preventivi da parte di fornitori qualificati
Occorre agire tempestivamente, per vari ordini di motivi. Tra questi:
• I fondi PNRR devono essere interamente utilizzati entro il 2026
• I tassi di interesse sui finanziamenti ordinari sono in crescita
• La competizione per l’accesso ai bandi è in costante aumento
PARTE 8
Innovazione e miglioramento continuo: sviluppare l’impresa in chiave sostenibile
La sostenibilità non rappresenta un obiettivo statico, ma un processo evolutivo. Per mantenere la competitività e ridurre in modo efficace l’impatto ambientale e sociale, le PMI devono adottare un approccio dinamico, fondato sull’innovazione continua e sull’analisi periodica dei risultati. Vediamo quali azioni intraprendere-
1. Adozione di tecnologie green: innovare per ridurre costi e impatti
Investire in tecnologie sostenibili costituisce una scelta strategica, con effetti positivi su efficienza operativa e performance ambientale.
Alcuni esempi applicabili alle PMI sono:
• l’adozione di IoT per il risparmio energetico, come sensori intelligenti per la regolazione automatica di illuminazione, climatizzazione e macchinari
• l’utilizzo di software per l’ottimizzazione dei processi, l’analisi degli sprechi e il miglioramento continuo (es. riduzione degli scarti di produzione)
• l’impiego di materiali innovativi quali bioplastiche, vernici a basso impatto ambientale, imballaggi compostabili
2. Revisione periodica delle strategie ESG: un processo guidato dai dati
Poiché il contesto normativo e di mercato è in continua evoluzione, è fondamentale aggiornare regolarmente gli obiettivi e le azioni ESG.
Buone pratiche operative sono il monitoraggio semestrale dei principali KPI, l’aggiornamento della strategia ESG, l’analisi comparativa con imprese analoghe per individuare best practice e nuovi spunti
3. Cultura aziendale sostenibile: il coinvolgimento come leva del cambiamento
La sostenibilità deve diventare parte integrante dell’identità aziendale e coinvolgere tutte le funzioni, non solo il vertice o i responsabili ESG.
Azioni utili a promuovere una cultura condivisa possono essere:
– la Formazione continua
– la valorizzazione delle iniziative interne come premi e riconoscimenti per proposte e soluzioni a impatto positivo
– la comunicazione trasparente, con la condivisione regolare dei risultati ESG con l’intera organizzazione
